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Archivio Novembre 2005

Gli allegri compari/2

29 Novembre 2005 12 commenti


Hanno parcheggiato il trattorino d?ordinanza ai bordi del prato.
Gli allegri compari si siedono al tavolino del bar all?aperto.
Sono le 8 del mattino, ma hanno già ordinato 2 bianchi frizzanti.
Franco-pochi denti tiene il mignolo alzato mentre beve. Glielo hanno insegnato ai Martintt, nel dopoguerra.
Gianni-codino è scuro in volto, beve senza allegria, con metodo e convinzione arrabbiata.
Tutti e due si accendono una sigaretta senza filtro.
Al mio passaggio Franco alza la mano e ride: la sua bocca aperta mostra un teatrino vuoto, laddove i denti dovrebbero essere le poltroncine. Gianni non saluta, è fatto così.
Un tempo li avrebbero chiamati freaks; oggi sono annoverati nella categoria dei ?non produttivi?.
Io li amo.
Come amo Woody Guthrye, il loro cantore.

Riferimenti: Gli allegri compari/1

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La ruota del tempo

21 Novembre 2005 19 commenti


Quietamente
eppure all?improvviso
è tornato l?inverno
senza neppure farsi annunciare
da giornate tiepide di settembre
o rossi pomeriggi d?ottobre.

La linfa della terra
pulsa veloce, trasmette ordini,
e la pioggia e il vento e il freddo
ubbidiscono ciecamente.

E? sconvolgente e millenario
questo alternarsi perenne
di sole e freddo
ritmi vitali e lune
grilli frenetici e passeri silenziosi.

Ma se ascoltiamo un poco
avvertiamo scendere
in noi l?inverno.

In noi
attraverso noi
al di là di noi,
il tempo.

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Buona giornata

17 Novembre 2005 16 commenti


Il lago è scosso dal vento e dalle onde, con ricci e spuma d?acqua.
Le foglie di platano e ippocastano (che decorano il lungolago) volano come aquiloni sulla statale.
Guido l?auto e guardo il lago di fianco a me.
L?autunno acquista sempre più senso: l?aria è tersa, le montagne incoronano il lago come una quinta teatrale; gli alberi dei parchi si vestono di rosso, giallo, arancio, verde. Qualcuno anche di viola.
Saluto il mio amico Oreste, che sta valutando il da farsi di fianco al camioncino.
Oreste è l?operaio tuttofare del Comune: spazza le strade, pulisce il lungolago, pota gli alberi. All?occorrenza diventa pure becchino, e aiuta nelle sepolture.
Se lo conosco bene, tra un?ora andrà al bar, a bersi un calice di bianco mentre divora la sua colazione: un panino croccante col salame.
Ciao Oreste, buona giornata.
Entro nel bar, per un rito irrinunciabile oltre che gratificante: un caffè, possibilmente Illy.
Dalla vetrata contemplo ancora il lago, con i gabbiani che planano sfruttando le folate di vento.
La mia amica Manuela mi manda un SMS, telepaticamente.
Ci scriviamo dell?autunno, del fatto che lei lavora in un capannone, mentre il mio ufficio è sul lago.
Potremmo fare cambio? Non è giusto, il panorama influenza l?umore?
Ciao Manuela, buona giornata.
Ciao Flavia, buona giornata.

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Enciclopedia Vita Meravigliosa

11 Novembre 2005 15 commenti


Stupore!
Nell?aula, una manina apre l’armadio a muro: ne esce una folata di muffa mista a deodorante.
Ma ecco la fila di libri in pelle meravigliosamente incisi in oro (forse i volumi della biblioteca di un marajà?), con il titolo “Vita meravigliosa”.
Disegni ingenui, colori stonati, contenuti improbabili, frasi roboanti, estetica da imbonitori di paese: questo era il contenuto della collana.
Immagino la redazione composta dal mago Brovic, la strega Amalia, il trapezista Omar e il domatore Ciccio; direttore responsabile: l?elefantino Babar.
Da quanto tempo l’enciclopedia stazionava in quell’armadio ammuffito? Quali suoi messaggi subliminali hanno condizionato la mia vita?

Eppure… sono felice di aver assorbito una cultura caotica, arcaica, politicamente scorrettissima.
Sono felice di averla potuta sfidare.

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Mio padre ed io

3 Novembre 2005 20 commenti


Certo non ho avuto
vacanze da sognare
sole da vendere
o montagne da scalare.
Tanto per fare un esempio
mio padre ci promise per anni
di andare, tutti quanti,
allo zoo.
Ed ora lui è morto
e lo zoo
non l?ho mai visitato.
Eppure con lui ho girato
l?Africa, l?America, l?Asia.
Abbiamo trasvolato l?Atlantico
con un dirigibile rosso.
Mi raccontate di spiagge e di scogli
di vento e di vele.
Vi racconto dei nostri
bastoni intagliati,
le castagne raccolte insieme,
le canzoni urlate al vento,
i racconti assurdi
che facevano strizzare gli occhi.
Mi mostrate tesori a profusione:
ed io trabocco di ricordi
come rubini, diamanti, smeraldi.
Mio padre ed io
avevamo scoperto il mondo
con la fantasia
ed ora
tutto ancora è da scoprire.

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