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Archivio Dicembre 2005

Natali persi per strada, nel tempo lontano delle magie luminose

23 Dicembre 2005 18 commenti


Nostro padre era appena morto e noi quattro fratelli, con mia madre, ci trovavamo a passare il primo Natale senza di lui.
Ci sentivamo smarriti; mamma era triste e si trascinava per le stanze senza meta.
Poi, in un freddo mattino, mentre il calicanto ai piedi delle scale scuoteva i rami al vento gelido, mia madre ebbe un?idea:
?Questo Natale inviteremo la signorina Rosalia?.
Era una signorina di circa settant?anni, sola, che viveva in una casa piccolissima con l?unica compagnia del suo bastone Filippo.
La signorina Rosalia era maga e rabdomante e nella sua giovinezza aveva avuto la ventura, grazie alle sue capacità, di frequentare case nobili e altolocate. Di ciò conservava un caldo ricordo, che alimentava volentieri, e a cui si abbandonava dolcemente non appena la si sollecitasse un poco.
Quella vigilia di Natale la signorina Rosalia ci apparve come una principessa: vestita di nero e pizzo, con i capelli bianchi raccolti a crocchia e una spilla antica a tenerle accostati i revers.
La sistemammo a capotavola, e lei si sedette con grazia benevola, guardando grandi e piccoli uno ad uno e ad ognuno riservando un regale sorriso.
Parlò soltanto lei durante la cena, e più volte la mamma dovette intervenire per farci chiudere la bocca, che tenevamo spalancata per la maraviglia.
Rosalia ci raccontò di esperimenti magici: sapeva fossilizzare qualsiasi cosa col pensiero; delle feste a cui aveva partecipato; di quell?invito alla televisione; del matrimonio a cui mai aveva pensato seriamente considerandosi votata, come una religiosa, alla causa della magia.
Rosalia mangiò compostamente, come un uccellino, e dispensò manciate di serenità come polvere magica intorno a se.
Dal cielo oscuro cominciarono a cadere i fiocchi di neve, e a noi non parve strano.

Qualche anno fa Rosalia è morta.
Tutte le sue cose sono finite in una scatola: due libri di magia, un fazzoletto ricamato, una sfera di vetro, un fermaglio.
Mancava soltanto il bastone Filippo, ma questa è una storia che racconterò un?altra volta.

Cosa ho visto stamattina…

16 Dicembre 2005 24 commenti


… mentre scendevo con l’auto sulla strada verso il lago?
Un mare di nebbia soffice come il cotone che ricopriva il lago.
Davanti a me, come in una visione, un furgoncino Fiat Doblò carico di orchidee bianche che ondeggiavano tra i vetri.
Ho pensato: “Che bel mestiere deve fare il guidatore del furgoncino… Il suo compito, stamattina, sarà sicuramente quello di addobbare una sala per una cerimonia”.
Morale zen: un momento così DEVE valere una giornata, perchè se guardo la giornata…

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Franceschina….

12 Dicembre 2005 13 commenti


come descriverti?
La foto qui sotto può soltanto suggerire quanto sei buona, cara, simpatica, intelligente (ricca no, altrimenti sarebbe troppo… ma te lo auguro).
Tra qualche giorno compi gli anni (sagittario come me…) e poi, il 2 gennaio 2006 volerai a Parigi, dove ti stabilirai.
Già ti vedo come Amélie, a volare tra bistrot, métro, collina di Montmartre, banlieues, boulevards, jardins, Marais, muretto di Truffaut…
Si è conclusa davvero un’epoca.
Ci siamo conosciute alla scuola di giapponese: tu eri la classica ragazzina dai capelli rossi, peperina e un po’ superbina.
Poi ti ho conosciuta meglio (ricordi il libretto di favole “Momotaro”?) e li è cominciata la nostra amicizia, fatta di lettere, telefonate, rarissime visite (ti sei pure trasferita a Genova, che non è proprio dietro l’angolo, per me).
Mi lasci tante cose da ricordare, soprattutto quella frase che scrivesti sul frontespizio di un libro per me, anni fa:
“Leggiamo per sapere che non siamo soli”.
Parafrasando C.S. Lewis, mi dicevi che la lettura ci tiene compagnia, ci riempie la vita, ci aiuta a trovare un “senso”.
Naturalmente, accompagnata dall’amicizia.
E la tua amicizia è stata per me un faro, una rosa, una bussola.

Parigi non è poi così lontana, continueremo a scriverci.
Certo, sarà più difficile partecipare alle tue serate di cineforum “Cinéclub de Zazie”, ma non è detto…
Ciao Franceschina, à bientot!

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Una modesta proposta natalizia

4 Dicembre 2005 16 commenti


Leggo su diversi blog e percepisco anche dai discorsi di varie persone, che ogni anno il Natale risulta più stressante, da tutti i punti di vista.
Fisicamente, perchè obbliga a tour de force consumistici e sempre più intollerabili, anche economicamente.
Culturalmente, perchè dispone il cervello all’ammasso della globalizzazione, indirizzando energie da spendere in migliori cause verso scelte sicuramente perdenti.
Psicologicamente, perchè addossa sensi di colpa intollerabili e ineludibili a tutti coloro che vogliono uscire dalla christmas-dipendenza; a tutti coloro che non tengono famiglia; a tutti coloro che si sentono orfani.
Last but not least, spiritualmente, o moralmente, perchè obbliga ad una resa di conti non risolti.
La morale laica non è ancora riuscita a trovare un posto dignitoso in questa società, dove sembra che solo la Chiesa cattolica e la religione organizzata in genere possano porsi come indirizzo etico e morale.
La colpa è anche di noi laici, che non siamo ancora abbastanza pronti a proporre alternative credibili.
Il Natale può essere speso in molti modi, laici e solidaristici:
1. mangiare con i più bisognosi ad una mensa popolare;
2. visitare i vecchi abbandonati nelle case di riposo;
3. adottare a distanza uno o più bambini, o adottarne uno per davvero;
4. sostenere le organizzazioni che si battono contro la povertà, magari devolvendo loro tutti i soldi che si sarebbero spesi in regali inutili;
5. andare a trovare i malati soli negli ospedali;
6. stare con gli amici più cari, spendendo con loro il tempo altrimenti dedicato ai litigi annuali con la famiglia;
7. iscriversi ad un’organizzazione di volontariato;
8. invitare ad un pranzo natalizio a casa propria tutte le persone che sappiamo sarebbero sole in quel giorno;
9. telefonare agli amici con i quali abbiamo litigato, proponendo un aperitivo, o una cena;
10. fare una lista di libri, CD, o DVD, da godersi proficuamente durante le vacanze.

Riferimenti: Siate cattivi a Natale, buoni tutto l’anno