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Archivio Marzo 2006

Ho visto Il caimano…

27 Marzo 2006 9 commenti


… e mi ha lasciato il senso di un’opera matura, intensa, elaborata, progettata, sedimentata.
I poveri di spirito, quelli che sanno già tutto prima, quelli che esercitano la CENSURA PREVENTIVA, l’hanno già bollato come film contro Berlusconi”.
Berlusconi c’entra, ma c’entra perchè C’E', perchè NOI per primi non possiamo prescindere da lui.

Ora sappiamo, ora non potremo più dire: “Io non c’ero. E se c’ero, dormivo”.
Troppo comodo, troppo facile togliersi di dosso la responsabilità personale, grande conquista della cittadinanza attiva.

Il film parla di un regista, di un film che non può o non riesce a fare, della sua famiglia, dei sentimenti per i figli, dell’estetica, alla fine.

Il Caimano entra nel film dirompente come una valanga di soldi, appunto, e permea di sé anche la poltrona nella quale sei seduto.
Vorresti scacciarlo, come un moscone fastidioso, anche perché vuoi dedicarti al film, al film nel film, all?incastro di sentimenti che ti mette in moto.

Crepuscolare, realistico, politico, sentimentale.
Questo mi è sembrato ?Il caimano?.

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Una giornata a Milano

18 Marzo 2006 9 commenti


Parto alle otto del mattino (per assistere ad un convegno) e mi dirigo verso Milano, con la mia Clio rossa.
Mi sento, come sempre, all’inizio di un’avventura.
La “calata in città” anche se ormai diventata rito piuttoso consueto, è sempre fonte di eccitazione per me, abitante di una provincia “anomala” quanto a isolamento. Sul lago Maggiore ci sono centinaia di migliaia di presenze turistiche all’anno.
E’ proprio impossibile, qui, sentirsi soli!
Eppure, il lago d’inverno rappresenta isolamento, solitudine, riflessioni esistenziali… noi gente di lago sembriamo permeati di cosmopolitismo, ma restiamo in fondo un po’ selvatici e gelosi della nostra specificità.
L’arrivo a Milano ha su di me un impatto sempre forte: il rumore di mille scavatrici e trivelle, i clacson, il frastuono, le frenate degli autobus, la ferraglia dei tram.
Arrivo al Corriere della Sera, sede del convegno.
(Qua e là, come folletti, vedo apparire giornalisti “comunisti”…)
L’ingresso nella sala ovattata dà il senso di un’isolamento irreale, anche se ogni tanto arriverà, come sottofondo insistente, qualche tonfo proveniente dal cantiere vicino.
La mattinata è interessante: i demografi presentano ad alcuni politici i dati più recenti sull’invecchiamento della popolazione italiana.
Quali risposte proverranno dalla politica?
I politici del centro sinistra (Turco e Letta) forniscono risposte concrete e delineano le priorità da affrontare, superando la campagna elettorale in corso.
Quelli della destra (Mantovano e Sacconi) scivolano sulla china della disputa elettorale, senza dare risposte, sempre sulla difensiva.
E’ come se si sentissero già perdenti…

Ritorno all’auto e incrocio un vecchio, sul marciapiede.
Di lui mi colpisce un sentore di borotalco.
Penso a questo vecchio che si alza, si lava, si profuma e fa colazione, magari ascoltando la radio.
La sua scia di talco (o di dopobarba fuori moda) mi rammenta mio padre e il suo profumo, quando era giovane.
Ciao papà, ovunque tu sia.

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tante cose che vorrei

11 Marzo 2006 13 commenti


Nns mi sta così simpatico che ho deciso di accettare il suo invito a compilare un famigerato test (nonostante mi fossi già iscritta al BUASIC)?Ho deciso però di non compilare tutti e 7 i punti ma solo quelli che ?mi vengono?. Perciò:

1)le cose che vorrei fare prima di morire:
- visitare i grandi parchi del Nord America (compreso il viaggio in auto coast-to-coast sulla Route 61)
- andare in Giappone a studiare le arti marziali;
- pubblicare un libro di favole e uno di poesie;
- abbracciare per davvero mia madre;
- incontrare Mario Rigoni Stern e chiacchierare nella sua baita davanti ad un bicchiere di vino;
- incontrare la mia ex-analista e dirle tutto quello che penso di lei;
- essere eletta sindaco del mio paese (ho già il programma in mente?)

2) cose che non so fare:
- leggere l?estratto conto bancario;
- assistere ad un?operazione chirurgica;
- nuotare;
- cazzeggiare con le signore del tennis;
- aggiustare una presa elettrica;
- rapinare una banca.

3) cose che mi piacciono nella persona che amo:
- in questo momento proprio niente.

4) libri che mi hanno colpito:
- l?arpa d?erba, truman capote
- il buio oltre la siepe, harper lee
- pian della tortilla, j. steinbeck;
- i migliori anni della nostra vita, Ernesto Ferrero;
- l?airone, giorgio bassani;
- cent?anni di solitudine, g.g. marquez;
- tenera è la notte, francis scott fitzgerald;
- la casa degli spiriti, isabel allende;
- inverni lontani, mario rigoni stern
- che ve ne sembra dell?America?, william saroyan

5) film che amo e che rivedrei in continuazione:

- c’era una volta in america;
- scherzi del cuore (con una favolosa e sconosciuta Angelina Jolie)
- il primo Matrix
- mary poppins
- tokyo monogatari
- quei bravi ragazzi
- il padrino 1,2,3
- il posto delle fragole
- roma città aperta
- tutti quelli di hitchcock
- capitani coraggiosi (quello con Spencer Tracy)
- come sposare un milionario.

6) persone a cui “passo” questo test:
- a butter che vola nel mondo di Alice
- a JK che ci legge ma ha chiuso il blog
- a flavio che sindacheggia
- alla carissima barbara

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Indovina chi viene a cena?

7 Marzo 2006 10 commenti


… Un procione!

Proprio così. E’ stata davvero un’apparizione di poco fa, che ora descrivo:
arrivo con l’auto in giardino e mi fermo per scaricare la spesa. Apro lo sportello, guardo automaticamente il giardino davanti a casa e… chi mi sta fissando? Lui, il procione!
Ci guardiamo per un po’ ed mi scopro intimidita: ma i procioni non stanno nei film americani a ramazzare nella spazzatura? Oppure non sono quegli animaletti di peluche tanto carini?
No, il procione è qui nel mio giardino e mi guarda incuriosito.
Ecco chi aveva lasciato tutte quelle impronte e quegli scavi sul prato!
Svelato il mistero che perdura da qualche giorno, altro che talpe!
La talpa scava gallerie e deposita la terra a mucchietti. Il procione invece fa piccole buche col muso e con le zampe, forse cercando animaletti o larve (devo documentarmi…).
Il prato davanti a casa è ora un disastro, sembra bombardato, ma l’apparizione del procione mi ha tirato su il morale, mi ha incantata.
A dire il vero mi ha fatto anche ridere, perchè il procione si muove goffamente, con la sua panzona e la sua codona appresso.
E’ un buon segno? Così voglio credere.
Il procione porta bene.

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Due di marzo

2 Marzo 2006 7 commenti


Anche se tutto
sembra uno sfogo
perché non continuare
su questa strada?
L?angosciaangosciaangoscia
è sempre in agguato
dietro i muti, i manifesti, le canzoni.
Oggi, oggi
due di marzo
secondo giorno di un marzo
che non so.
L?anno scorso scrivevo della
?pioggia argentina?
ingenua e pur sempre viva
ero.

Mi vado domandando
a che serve il tempo
i mesi i giorni le stagioni
quando tutto è espediente
per soffrire meglio.
Il tempo si fa rimpiangere soltanto
maledizione
e l?attimo prima è già fuggito
dalle mani strette a pugno
ridendo di te che lo rincorri
lasciando magari perdere
l?attimo presente.
Tutto diventa
girotondo tragico
con l?omino
che rincorre gli attimi
per fermarli
ciecosordoderiso
a mosca cieca.

Il mezzo espressivo da scegliere
questo è il problema.
Forse gli attimi si fermeranno
più a lungo
se cercherai di fissarli
da qualche parte.
Magari su un pezzo di carta
oppure nei tuoi occhi avidi di bellezza.

Penso che negli occhi
tutto rimanga, fermo.
Le pupille ne hanno a milioni
da raccontarti.
Riuscire ad aprirle
e vedere
cadere
cascate di diamanti, ricordi e immagini
e storie e persone che pensavi dimenticate
Ferme da millenni nelle pupille attonite.

Parlare
Parlare
E vedere
Oh dio!
Con occhi pronti a recepire.

Così questa è l?angoscia:
il timore di non farcela
a raccogliere tutto quanto.
E morire lasciandoti dietro
un sacco di cose inespresse.

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