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Archivio Aprile 2006

Una città chiamata Allegria

27 Aprile 2006 16 commenti


Tanto tanto tempo fa, proprio al centro del Polo Sud, c?era una città chiamata Allegria.
Il suo sindaco, signor Biscottini, aveva infatti proibito a tutti gli abitanti di essere tristi.
Guai a farsi sorprendere in lacrime!
Poveretto chi si faceva vedere mesto o immusonito!
Immediatamente, due pezzetti di cerotti gli venivano posti ai lati della bocca, in modo che dovesse sorridere per forza.
Ma perché tutto questo, domanderete?

Il fatto è che il sindaco Biscottini aveva pensato di risolvere tutti i problemi degli abitanti della città con il sorriso. La gente doveva essere allegra, doveva ridere, basta con le lamentele! Altrimenti, perché chiamarsi allegresi?
E così per tutta la città si vedevano soltanto facce allegre e sorridenti, anche se un po? incerottate.

Un bel giorno il sindaco Biscottini si svegliò e si sentì un po? triste, anzi molto triste.
Il suo cagnolino Pippo era scomparso da due giorno e lui non riusciva a consolarsi. Dov?era andato? Perché era scappato?
Quella mattina Biscottini, mentre si stava facendo la barba, vide nello specchio? Accipicchia! Stava piangendo!
Prese subito un cerotto e se ne incollò due bei pezzetti al lati della bocca. Sorrise per un po?, ma le lacrime che scendevano nel frattempo glieli fecero staccare.
Il sindaco pensò: ?Perbacco, non riesco a smettere di piangere. Come farò ad andare in municipio??
Si fece raccontare una barzelletta buffissima dal suo segretario, ma ne rise fino a piangere di nuovo. Guardò alla televisione una comica di Stanlio ed Ollio, ma quando vide un cagnolino ricominciò a piangere.
Le lacrime sgorgavano dai suoi occhi prima a ruscelletti, poi a torrenti, poi a fiumi.
Allagò la sua casa, poi l?appartamento di sotto, poi la strada.
Già sentiva la sirena dei pompieri sommozzatori che correvano a salvare gli abitanti del quartiere, sorpresi nell?acqua fino al collo.
Biscottini stava ormai per scendere in strada, anzi nel fiume di lacrime, quando sentì un guaito provenire dalla soffitta.
Pippo! Era Pippo!
Corse di sopra come un fulmine, asciugandosi le ultime lacrime con i polsini della camicia.
L?inondazione si era nel frattempo fermata e la gente tirava sospironi di sollievo, affrettandosi a sorridere.
Arrivato in soffitta, Biscottino abbracciò Pippo, che ricambiò scodinzolando a più non posso e leccandogli le mani.
Dopo aver dato da mangiare a Pippo, il sindaco si vestì con l?abito più bello e andò al municipio, nel suo ufficio.
Prese il librone delle leggi e se lo portò nella sala del consiglio.
?Egregi Signori!? disse a tutti i consiglieri, ?propongo da oggi di abolire la legge sull?allegria obbligatoria! Chi vuol ridere rida e chi vuol piangere pianga!?.
Tutti furono d?accordo e cominciarono a saltare di gioia, abbracciandosi e gridando: ?Evviva!?

Grandi festeggiamenti seguirono per tutta l?estate ad Allegria. La gente rideva o piangeva come voleva; qualcuno era triste, qualcun altro rideva a crepapelle.
Così da quel giorno in poi ognuno fu libero di essere come si sentiva: triste o allegro a seconda delle giornate.

(dedicata ad Aurora Ingeborg)

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Oh la sacra indignazione!

19 Aprile 2006 11 commenti


Le giacche a doppiopetto
tirate sui bottoni
che cigolano e fremono
di fronte
all?odiata verità,
alla sua parvenza
fattuale e reale.

Si scuotono, fremono e dileggiano,
i sacri indignati,
rotando le dita e le mani
quasi a voler penetrare
meglio la realtà,
come trapani.

Gli indignati si indignano
per questioni formali
(dopo aver perso democratiche elezioni)
e non ricordano il capo
che dileggiava quella metà di popolo
che ora si indigna, e si fa rappresentare
da altri indignati.

L?altra metà di popolo
invece non si indigna
di fronte
agli inquisiti seduti in Parlamento.
No, si indigna di fronte
ad un verbale scritto male.

Tutti si indignano,
in un?ubriacatura di indignazione
che da sola potrebbe fermare
la piena del Danubio.

Parole, parole, parole,
non costano niente
non costano mai niente.
Costa molto di più
mettersi in gioco
osare
rischiare
provare
tentare
vivere.

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mumble mumble…. riflessioni post elettorali….

12 Aprile 2006 11 commenti


Winnie the Pooh è un orsetto di poco cervello.
Vive nel bosco dei 100 acri con i suoi amici di pezza.
Filosofi e studiosi della politica hanno cercato di capire come funziona il suo cervello. Uno studioso, addirittura, ha dedicato a lui un libro sul TAO. Un altro studioso l’ha paragonato ad un soggetto ZEN.
Io semplicemente amo Winnie the Pooh, soprattutto nell’inquadratura finale dell’omonimo film Disney: quando Cristopher Robin e Winnie si allontanano insieme, al tramonto, amici per la vita.

NEW YORK – L’orsetto Winnie the Pooh si e’ guadagnato una stella sulla Hollywood Walk of Fame, il marciapiede della mecca del cinema su cui sono onorati i divi del grande e piccolo schermo.
L’occasione della celebrazione e’ stato l’ottantesimo anniversario della pubblicazione del primo racconto di Pooh sul London Evening Standard.
Con l’orsetto Pooh sono onorati sulla Hollywood Walk of Fame altri personaggi dei cartoni animati tra cui Topolino, Paperino e Biancaneve.

Riferimenti: notizia ansa

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Io sono una cogliona e tu?

5 Aprile 2006 12 commenti


La parola è stata sdoganata….

Dal Corriere on line di oggi:
Berlusconi ha appena «ironizzato» sugli elettori «coglioni» del centrosinistra, quando sul Web spunta il blog http://sonouncoglione.splinder.com. Alle 13,31 il primo messaggio: «Mi unisco al grande popolo dei coglioni». Tempo pochi minuti e il popolo dei co. si scatena. I post piovono a decine e in paio d’ore superano quota cento. «Scusate, ma vedo e rivedo il video della sua affermazione e non riesco a scorgere sul viso di Berlusconi nessun sorriso o alcunché di ironico…Sono proprio un coglione!» scrive un anonimo. Un altro riporta le parole del premier con un’aggiunta finale: «”Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi… E soprattutto – gli aggiunge il blogger – contro i miei interessi!».
Appena nato, il blog chiama i sostenitori del centrosinistra a scendere in piazza. La «prima mobilitazione dei c…» è stata indetta per le 19 a piazza Argentina a Roma «in pieno stile smart mob» (alla lettera «folla intelligente») annuncia il sito. E subito è partito un analogo invito per le 20 in diverse piazze di Firenze, Napoli, Siena, Bari, Milano, Torino, Bologna, Palermo. «L’incontro è assolutamente pacifico ed ha una dimensione ludica per stemperare il clima della campagna elettorale. Andiamo tutti in piazza a coglioneggiare in allegria!» scrive il blog, che in poche ore è già stato visitato da 66mila persone. E puntuali in serata alcune decine di persone si sono radunate in Largo Argentina muniti di cartelli artigianali con la scritta «Sono un coglione» e palloncini colorati per alludere all’oggetto della contesa, intonando cori da stadio e battute ironiche contro l’espressione del presidente del Consiglio.
Ideatore del blog e promotore della manifestazione Massimiliano Cavallo. «Con i ragazzi del master di comunicazione politica ‘Mr.pol’ – spiega Cavallo – abbiamo creato in pochi minuti il sito dopo le affermazioni di Berlusconi».

Riferimenti: leggi il nuovo blog: Sono un coglione

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C’è nell’aria qualcosa di nuovo….

3 Aprile 2006 7 commenti


Ieri mattina, sul lago, abbiamo approntato un banchetto per l’Ulivo e i DS.
Sotto un sole caldo e quasi estivo abbiamo sistemato il tavolino, le bandiere, i manifesti, i volantini.
Eravamo in quattro: il candidato locale dei DS, un compagno della Federazione, un amico ed io.
Poi si sono aggiunti i curiosi, gli amici, i parenti.
Il bello è stato quando abbiamo “abbordato” tre turisti americani, con i quali abbiamo intavolato una simpatica chiacchierata politica.
Hanno capito perfettamente perchè eravamo lì pronunciando una frase di sintesi perfetta: “Stop Berlusconi”.
Ma immaginatelo pronunciato all’americana, all’incirca: “stop beerlooscoooni”.

E’ stata davvero una bella mattina, nella quale ti sembra di dare un senso ed uno sfogo alla voglia di cambiamento che c’è nell’aria (è anche primavera).

Spero con tutto il cuore che vinca la nostra coalizione.

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