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Archivio Settembre 2006

Esercizi di stile!

20 Settembre 2006 21 commenti


L?articolo pubblicato su La Stampa di oggi fa il paio con un analogo scritto di La Repubblica di ieri, nel quale si citava con compiacenza il ?lussuoso ristorante? in cui il ?povero? Marco Tronchetti Provera sarebbe andato a fare colazione di lì a poco.
Ora, non contesto né la persona né il luogo, ma contesto e discuto sullo stato del giornalismo politico italiano, in evidente stato comatoso (ci vorrebbero i Fabrizio Gatti anche in politica?.)
Molti articoli, anziché informarci sugli avvenimenti, ci propinano descrizioni sugli abiti e le abitudini dei politici, sui loro divertimenti e vacanze.
Ma anche l?atteggiamento di molti politici non è da meno.
L?interesse particolare sovrasta l?interesse generale e la difesa degli interessi collettivi.
E così, rintronati dalla TV e dalla pubblicità, diseducati dai messaggi subliminali (sic!) accogliamo senza una piega lo slogan che va per la maggiore: ?combattere l?invecchiamento!?
Ci voleva l?osservazione di una bambina di mia conoscenza (il re è nudo!) per comprendere: ?Ma non si può combattere l?invecchiamento! E? come combattere l?infanzia!?

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Ciò che ci salva è fare un passo, e poi un altro, e poi un altro…

13 Settembre 2006 18 commenti


E’ una citazione da Antoine de Saint-Exupéry, che ho appeso sullo specchio del bagno. Ogni mattina non posso esimermi dal leggerla, e dal caricarmi per la giornata.
Ci si domandava, un post fa, “Che fare?”.
Bene, qui sotto c’è una piccola riposta, molto facile, ma molto “politica”.
Non lamentiamoci più; cominciamo a “sporcarci le mani”.

Post di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/

Di chi è la Telecom? E chi l’ha costruita anno dopo anno con le tasse se non generazioni di italiani? E allora proviamo a riprendercela. Il meccanismo è semplice. Io raccolgo le deleghe di tutti coloro in possesso di azioni Telecom che vorranno darmele. Mi presenterò all’assemblea di Telecom e farò sentire la vostra voce. Se il numero di azioni che mi sarà conferito dovesse permettermi di licenziare il cda lo farò. In ogni caso vale la pena di tentare.

Per conferirmi la delega dovete:
- compilare l’apposita form
- ricevere una mia mail con il testo della delega
- stampare e firmare la delega
- andare in banca con la delega per richiedere il biglietto di ammissione all’assemblea
- inviare all’indirizzo di un mio legale, che vi sarà comunicato nella mail, il biglietto di ammissione.

Riporto di seguito una spiegazione del legale che spiega le motivazioni dell’iter:
“Telecom è quotata in borsa per cui le azioni vengono negoziate nei mercati regolamentati e non sono fisicamente in mano agli azionisti ma sono figurativamente depositate in Banca e la titolarità delle azioni si dimostra attraverso una serie di registrazioni.
L?azionista che intende partecipare all?assemblea della Telecom deve pertanto chiedere alla Banca depositaria il biglietto di ammissione per partecipare all?assemblea indicando la persona che l?azionista intende delegare per l?intervento.
A coloro che si registreranno sarà inviata una mail con la disposizione per la Banca presso cui ha in deposito i titoli per ottenere il biglietto di ammissione che dovrà essere reinviato all’indirizzo di un legale che sarà comunicato nella mail”.

Fatemi godere. Rifatevi delle umiliazioni subite in questi anni come utenti e come azionisti. Il cda licenziato dai veri azionisti attraverso un comico. Una cosa mai vista al mondo. Un undici settembre dei capitalisti senza capitali che ammorbano la nostra società. Ragazze e ragazzi, dateci dentro. Delegate, delegate, delegate.
Riferimenti: Il blog di Beppe Grillo

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Si ricomincia davvero

4 Settembre 2006 22 commenti


Non ci sono scuse.
Da questo lunedì ci ripiombano addosso diverse questioni insolute. Alcune (forse) saranno risolte, altre saranno rinviate, altre ancora non conosceranno soluzione.
A questo punto il mio “personale” si intreccia con il “politico”, sempre per via del famoso incipit: Nessun uomo è un’isola….
In effetti, com’è possibile non essere toccati da ciò che succede?
SIAMO ciò che succede intorno a noi?
La lettura di molti post mi ha dato una strana sensazione, ultimamente: quella che non ci sia più possibilità/voglia/necessità di occuparsi del sociale, di ciò che succede intorno.
Farsi carico delle responsabilità, che io traduco con “farsi toccare dalle cose”.
Leggo su l’Espresso della condizione di schiavitù (eufemismo assoluto) nel quale vivono i raccoglitori di pomodori in Puglia.
Posso fregarmente? Continuare a coltivare metaforicamente il mio orticello? Posso crescere mia figlia in una società nella quale alcune persone sono considerate “merce”?
Esiste ancora un qualsiasi imperativo morale, una qualche etica che ci imponga di occuparci di ciò che succede intorno a noi?
Perchè, alla fine, risulta inutile lavorare, crescere figli, innamorarsi, se intorno a noi avanza il deserto, in tutti i sensi.
Discettare sulla guerra, in senso astratto, intavolare discussioni salottiere sulla pace, porsi come anime belle, non decidere, lasciare o delegare ad altri il compito di “sporcarsi le mani”.
La politica si è sempre sporcata le mani, ma la politica non è un mondo astratto: è fatta comunque da donne e uomini. Che possono scegliere fino a che punto sporcarsele.
Ecco perchè la frase “non mi occupo di politica” è deleteria e pericolosa.
Forse che non vuoi occuparti della tua vita?
La politica lo fa e tu no?
Anche questo è da decidere.
Proposito per il prossimo autunno (caldo in tutti i sensi): occuparmi di più degli altri.

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