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Post Taggati ‘puntata’

I tipi del Lago Maggiore. Terza puntata

23 Maggio 2006 10 commenti


La commessa pensosa

Canticchia alla cassa, leggermente annoiata.
La radio sta suonando una canzone-tormentone, alla quale lei si accoda volentieri.
Forse vorrebbe ballare, o almeno accennare qualche movenza. Ma lo sgabello-prigione è lì sotto di lei, pronto a tenerla legata per almeno sei ore.
Chissà, magari tra un?ora la mandano a sistemare lo scatolame in reparto.
Sposta con gesti troppo lenti le merci che i clienti posano sul nastro nero.
Bip, bip, bip.
La sua giornata è fatta di milioni di bip.
La inseguono anche in bagno, la sera, mentre si lava i denti.
Bip, bip, bip.
I suoi capelli biondi mostrano una evidente ricrescita bruna, trascurata. Allo stesso modo, sono trascurate le sue unghie, pennellate da ormai troppi giorni con uno smalto rosato opaco.

Poso il cartone del latte sul nastro e la commessa alza il viso e mi guarda.
Uno sguardo pensoso e lontano, fisso e interrogativo.
Le ricordo qualcuno?
Non lo saprò mai.
Pago, prendo il resto e me ne vado.
Lei rimane lì, sul suo sgabello prigione, muta nella sua immobilità, quadro vivente del non luogo, madonna metafisica del regno del commercio al dettaglio.

La musica easy listening continua a fluire, nel vuoto.

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I tipi del Lago Maggiore. Seconda puntata

12 Maggio 2006 11 commenti


La contessa provinciale.

Il fondo bruno raccoglie in se e volatilizza un concentrato positivo delle sostanze che lo compongono.
Nel caso più fortunato, esso costituisce un miracolo di sapore, un equilibrio perfetto, la quintessenza del piacere gustativo e olfattivo.
Il fondo bruno è la farfalla che si libera dal bozzolo e ne esce nuova, elegante, libera.

Lei era stata un fondo bruno.

Selvaggia e ostinata e rustica e profumata.
Ma nel passaggio da somma ad unicum qualcosa si era perso, volatilizzato con l?aroma.
Qualcosa era giunto a distorcere quell?equilibrio perfetto che rende sublime il risultato di una somma.

Lei era nobile, di nascita.

Nei suoi gesti molli e lenti conservava traccia di un inconsapevole disprezzo verso gli altri, mutuato certamente da lunghe esposizioni al pregiudizio sociale.
Ma l?equilibrio era stato rotto da una strana e inopportuna carenza culturale sortita nel passaggio dall?infanzia all?adolescenza.
Insieme con la rabbia era scaturita la rivolta, il disprezzo, il menefreghismo.
La situazione si era trascinata a lungo con scarsi apporti culturali; quei pochi, alla fine, si erano rivelati una sorta di Reader?s Digest del comportamento.
Un?esistenza new age.

Questo era ciò che lei aveva costruito. Qualcosa di precario, di esoterico, di fuori dal tempo.

E così il fondo bruno si era volatilizzato, uscendo silenziosamente dalla stessa finestra da cui era entrato.

Nessuno si è accorto del cambiamento.
Lei è ancora lì, bella e inarrivabile e profondamente infelice.

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I tipi del Lago Maggiore. Prima puntata

9 Maggio 2006 5 commenti


La vedova felice

Agguanta la porta del bar, sventolando i revers della sua pelliccia.
In testa porta un cappello fuori moda, con peli di colori diversi.
E? felice, perché suo marito è finalmente morto.
Non è mai stata così vitale nella sua vita, neanche quando era giovane e bellissima.
Ora c?è aria di libertà, di solitudine vera e scelta e goduta.
La TV alle ore che vuole, il panino mangiato in piedi di fianco al lavandino, la compagnia delle sue amiche (vedove, ma più meste di lei), l?attesa di un pomeriggio di chiacchiere, un cinema qualunque la domenica pomeriggio, la gita delle pentole in primavera.
Ma soprattutto: cucinare i piatti più gustosi per se stessa, solo per se stessa.
E apparecchiare la tavola, e accendere una candela, e bere in silenzio il vino dal calice più bello.
E alla fine fumare una sigaretta, con i piedi sul tavolo.

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Le contraddizioni in seno al (po) polo. Seconda puntata

18 Febbraio 2005 1 commento


Per quanto cerchi di documentarmi non capisco una cosa: se fosse stato rapito un/una giornalista di destra, mettiamo uno de Il Foglio o Il Giornale, cosa avrebbe fatto la maggioranza di governo? Sarebbe stata a casa come ha annunciato farà domani?
Il fatto è che, scremando e scremando, si arriva sempre allo stesso risultato: le vittime sono diverse, a seconda del colore politico attribuito.
Giuliana Sgrena è prima di tutto una cittadina italiana, poi una giornalista, poi una persona con idee politiche proprie, che ha compiuto scelte significative in fatto di pace e di informazione

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