Archivio

Post Taggati ‘quot’

Sulle "parolacce"

5 Luglio 2006 9 commenti


Confesso che non ci riesco.
A scriverle.
Ma da un bel po’ neanche a leggerle.
E certamente non per spocchia, o perchè sono bacchettona.
Ma c’è un limite a tutto.
Un conto è l’esclamazione dal sen sfuggita perchè ti hanno rubato la macchina mentre vai a sposarti, o perchè ti aspettano ad un colloquio importantissimo di lavoro e il taxi fa sciopero. O ancora perchè tua figlia/o adolescente non è ancora a casa alle due del mattino.
No, ormai si utilizzano le parolacce per qualsiasi evento, futile o meno. Date un’occhiata ai blog.
Abbiamo forse “imparato” dalla TV? Noi che la disprezziamo tanto siamo pronti a riprenderne i peggiori vizi?
Per la TV tutto è eccessivo:
- il caldo compie una “strage”:(è morto un piccione);
- le zanzare vengono “sterminate” (do you remember something else?);
- il VIP di turno si sloga un mignolo? E’ una “tragedia”;
- sono terminati i panini al formaggio? “Dramma” dei turisti in autogrill;
- quattro roditori trovati morti in garage? “Eccidio” dei topi;
- a quando “l’olocausto” delle caramelle scartate? O quello del cioccolato sciolto?

E fin qui parliamo di enfasi.
Ma quando si passa alla parolaccia, o all’insulto greve, anche per ogni minima cosa, allora c’è il cortocircuito.
Perchè il linguaggio non riesce più ad esprimere le sue sfaccettature, le sue diverse accezioni.
Perchè la ridondanza (sempre inutile) diventa quasi un obbligo a cui sottomettersi.
Pena l’esclusione dal consesso “civile”?
O per il conformismo dell’anticonformismo?
Non lo so, non ho risposte.

Accipicchia, perdindirindina e perdinci.

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

"I bambini non dovrebbero mai andare a dormire…

3 Ottobre 2005 25 commenti


… si svegliano più vecchi di un giorno” dice John Depp/James Barrie.

Sono sotto l?influsso magico di Neverland, visto in dvd.
Chi l?ha visto può capire.
E anche chi ha letto Peter Pan, Alice nel Paese delle Meraviglie, Il Mago di Oz, Babar, Pinocchio, Le avventure di Tom Sawyer.
Può capire perché l?infanzia sia davvero l?età dell?oro, quella fase della vita in cui il giorno è dilatatato fino all?inverosimile; in cui il tempo non esiste e le cose che lo abitano assumono forme fantastiche, impreziosite dalla fantasia.
Nell?infanzia il giorno si dipana davanti come un?immensa vallata da scoprire, colma di trabocchetti, avventure, pirati, fate, misteri.
E alla sera, in un?ora senza tempo e senza orologi, la notte naviga con il suo vascello carico di sogni, di dolciumi, di risate.
Forse il programma politico più importante dovrebbe essere questo:

Fare in modo che le persone non debbano mai invecchiare con la testa

Riferimenti: sull’autore di Peter Pan

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,

Odio le frasi fatte! (ovvero "Chi parla male vive male")

16 Settembre 2005 19 commenti


Le frasi fatte sono assolutamente orribili.
Rivelano scarsa fantasia, mancanza di partecipazione emotiva, pigrizia mentale, superficialità linguistica.
Penso alla lucentezza dell’aggettivo, alla ridondanza del congiuntivo, alla densità del gerundio, alle rotondità dell’avverbio, alla liquidità della preposizione semplice. Tutto questo, mescolato adeguatamente, fornisce sempre un buon aperitivo fatto di parole stuzzicanti e stimolanti.
Esempio di frasi fatte (e/o parole fatte):
1. Condoglianze. E’ la parola più utilizzata ai funerali quando non si sa che cosa dire, ma si vuole fare bella figura e far vedere che si è lì, comunque. Etimologicamente, forse, vorrebbe dire: dogliamoci insieme. Ma avete presente i funerali di oggi, con gli applausi?
2. Sinceri/sentiti auguri. Perché sinceri? Perché sentiti? Perché caricare sull?aggettivo, in questo caso? Forse perché non si è abbastanza sinceri?
3. Discussione seria/serena. Lo dicono sempre i politici, quasi che le altre discussioni (quelle degli altri, dei loro avversari) fossero invece non serie, tempestose. Coloro che preannunciano una ?discussione serena? spesso hanno già le armi affilate sotto la giacca.
4. Obliterare!!! E? l?incubo dei viaggiatori, soprattutto se pendolari. In questo caso il legislatore si è rivolto all?UCAS (Ufficio Complicazioni Affari Semplici) per trasformare diabolicamente un atto elementare (timbrare il biglietto) in un atto oscuro e incomprensibile.
6. Piacere! Quante volte lo pronunciamo davanti ad una presentazione, magari vergognandoci? Vorremmo dire: ?Piuttosto che darti la mano me la taglio?, eppure stiamo lì, con un sorriso ebete, e diciamo ?Piacere!?
7. Tracimare, esondare. Utilizzato molto in ambito ?catastrofi naturali?. Viene utilizzato spesso dai giornalisti copioni ma soprattutto pigroni, che cominciano ad utilizzare un termine perché risulta trendy, e non se lo scollano più dalla penna/computer sin quando qualcuno non li avvisa che è finita, che quel termine è out, fuori moda.
……………………………………………………………
Riferimenti: Norman Rockwell

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , , ,

"Per molto tempo mi sono coricato presto, la sera…"

14 Marzo 2005 21 commenti


E’ l’incipit della “Recherche” di Proust (alzi la mano, anzi un post, chi l’ha “davvero” letta tutta). Sono sei volumi ed il primo inizia così. Poi c’è la descrizione del bacio della mamma, delle madeleinettes, e poi mi fermo, perchè non ho proseguito oltre. Nella ricerca del tempo perduto non ho trovato tempo di leggere? Leggere Proust è un obbligo morale?
Eppure dev’essere davvero una bella lettura. Favoleggio di vacanze su di un’isola greca, al riparo di una capanna sul mare. Oppure alle isole Lofoten, sulla spiaggia, con il sole di mezzanotte ancora alto. E lì, zac! tirare fuori i sei volumi e leggere, leggere…
Poichè non ho ancora potuto concretizzare queste soluzioni mi ripropongo:
1. di leggere “La recherche” in qualsiasi luogo, anche in treno, o nella sala d’attesa del dentista, o in coda al supermercato
2. di farmi accompagnare, nel frattempo, dalla citazione che ho rinvenuto nel super-capolavoro “C’era una volta in America” di Sergio Leone. Alla domanda dell’amico “Cosa hai fatto durante tutti questi anni?”, De Niro-Noodles risponde: “Sono andato a letto presto, la sera”.
E’ la risposta struggente al tempo che passa, è la nostalgia dell’infanzia che non tornerà più, è l’amicizia con i ragazzi del gruppo che sono morti, andati, finiti.
Lacio una foto del sorriso di De Niro-Noodles, mentre pensa che forse è stato tutto un sogno.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , ,

Noi italiani ci facciamo sempre riconoscere/ 2. Ovvero del "fare politica"

24 Febbraio 2005 9 commenti


No, non ci sto.
Non ci sto ad adagiarmi supinamente e pigramente sulle carenze di significato del linguaggio corrente.
Come diceva Ingeborg Bachmann: “… le parole sono quello che sono, vanno già bene così, ma il modo in cui noi le mettiamo e le usiamo, raramente va bene. E quando va male, esse ci uccideranno.”.
“Fare politica” è un’arte umana, è ciò che ci distingue dagli animali, è la pratica nobile dell’occuparsi della cosa pubblica, del farsi carico degli altri, del servizio civico e civile.
Così quando sento il Ministro Roberto Castelli riferire ieri: “Alcuni membri togati del CSM fanno politica”, percepisco un cortocircuito semantico. L’accezione del Ministro è evidentemente negativa: fanno politica, ovvero non fanno il loro mestiere.
Ma c’è una doppia accezione negativa nella frase “fare politica”: è quella riferita al “fare politica di sinistra”. E qui il Ministro Castelli non è solo, ma benissimo accompagnato. Quante volte abbiamo sentito usare questa frase come arma da brandire per colpire qualcuno? “Il tale fa politica”: sicuramente quel tale è di sinistra. Si è mai sentito dire di qualcuno di destra che “fa politica”? No. Ma la destra allora non “fa politica?”. E cosa fa?
Tornando al CSM, ho anche sentito alla radio (Radio Tre) che “… i membri togati del CSM della corrente del Polo hanno votato contro….”.
Ma allora anche la destra fa politica? Allora “fare politica” è riferito a tutti quanti si occupano della cosa pubblica?
Perchè delle due l’una: il Ministro Castelli ha ragione e il CSM fa politica (compresi i membri togati di destra) e quindi “fare politica” risulta una cosa buona.
Oppure il Ministro Castelli ha torto, e “fare politica” è una cosa brutta, orrenda, terribile, che soltanto le persone di sinistra riescono a fare. Le persone di destra, compresi i politici, non “fanno politica”. Sono anime belle, non toccate da quest’arte umana e nobile.
Ma allora cosa fanno?

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , , ,

A cosa mi fa pensare la Sinfonia n. 9 in mi minore di Dvorak "Dal nuovo mondo"

17 Dicembre 2004 2 commenti


-contaminazioni tra mondi
-muscoli dei cavalli contrapposti a gonne rosse svolazzanti delle danze balcaniche
-in lontananza, ma vicino, suoni bucolici, agresti
-fauni che suonano per pellirossa al galoppo
-l?imperatore Adriano che guarda con sofferenza e desiderio le terre che si spandono oltre l?Asia Minore (cosa ci sarà più in là? È la domanda). Lui conosce la risposta irrazionale: l?ignoto, l?indicibile, il non pensabile. Lui, l?imperatore, non può andare oltre fisicamente. E? già andato oltre la conoscenza del suo tempo, spiritualmente.
Ecco perché amo la sinfonia ?Dal nuovo mondo?: perché mette in moto i pensieri, li fa incontrare, suggerisce traiettorie, mescola l?incanto alla conoscenza. E? questo il nuovo mondo. E? questo il vecchio mondo.