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Sulle "parolacce"

5 Luglio 2006 9 commenti


Confesso che non ci riesco.
A scriverle.
Ma da un bel po’ neanche a leggerle.
E certamente non per spocchia, o perchè sono bacchettona.
Ma c’è un limite a tutto.
Un conto è l’esclamazione dal sen sfuggita perchè ti hanno rubato la macchina mentre vai a sposarti, o perchè ti aspettano ad un colloquio importantissimo di lavoro e il taxi fa sciopero. O ancora perchè tua figlia/o adolescente non è ancora a casa alle due del mattino.
No, ormai si utilizzano le parolacce per qualsiasi evento, futile o meno. Date un’occhiata ai blog.
Abbiamo forse “imparato” dalla TV? Noi che la disprezziamo tanto siamo pronti a riprenderne i peggiori vizi?
Per la TV tutto è eccessivo:
- il caldo compie una “strage”:(è morto un piccione);
- le zanzare vengono “sterminate” (do you remember something else?);
- il VIP di turno si sloga un mignolo? E’ una “tragedia”;
- sono terminati i panini al formaggio? “Dramma” dei turisti in autogrill;
- quattro roditori trovati morti in garage? “Eccidio” dei topi;
- a quando “l’olocausto” delle caramelle scartate? O quello del cioccolato sciolto?

E fin qui parliamo di enfasi.
Ma quando si passa alla parolaccia, o all’insulto greve, anche per ogni minima cosa, allora c’è il cortocircuito.
Perchè il linguaggio non riesce più ad esprimere le sue sfaccettature, le sue diverse accezioni.
Perchè la ridondanza (sempre inutile) diventa quasi un obbligo a cui sottomettersi.
Pena l’esclusione dal consesso “civile”?
O per il conformismo dell’anticonformismo?
Non lo so, non ho risposte.

Accipicchia, perdindirindina e perdinci.

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Nei momenti clou, lui si alza sulle punte dei piedi, per farsi vedere

10 Maggio 2005 8 commenti


Detesto dover incasellare l’articolo del mio blog in una categoria.
In quale categoria si situa il linguaggio che rivela?
Ho udito una frase in tv, una piccola innocente frase che mi ha fatto sorridere ed ha scatenato una riflessione.
Guardate la parata di Mosca: i “potenti” assisi come cardinali sul podio applaudono le schiere di soldati e di mezzi che sfilano per celebrare il 60° della liberazione dal nazismo.
Sfilano interi libri di storia, sfila il dolore, sfilano le anime di 27 MILIONI di morti sovietici.
Le bandiere rosse dell’ex Unione Sovietica, in mano ai veterani, riempiono di colore una Piazza immensa, che ha perso la memoria di parate simili.
E in mezzo alle lacrime, alle scuse dei tedeschi, all’orgoglio, alla Storia, ecco il sorriso a 64 denti del nostro B., che esterna ai giornalisti italiani: “I veterani non erano cumunisti!”.
Per concludere poi, nel pomeriggio: “Ho fatto incontrare Bush e Putin. Grazie al sottoscritto, i due hanno ripreso a parlarsi.”.
Ci sono commenti possibili? La parola a Umberto Eco, a Freud, a Chomsky.
Noi, che siamo amanti del Piccolo Principe, molto banalmente potremmo aggiungere: “Ma chi si crede di essere?”.
Riferimenti: Lo dice anche Beppe Grillo!

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